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Stop
agli smartphone! Lo dice anche l'ex Miss Marche Maila Ferranti

CIVITANOVA
News, 9 febbraio 2026. Che l'uso smodato degli smartphone faccia male
è ormai un dato accertato e convalidato da tutti gli esperti. Ma si
fa ancora fatica a dimenticarsi di questo oggetto entrato nella
routine delle nostre vite, quasi a rendere schiavo l'uomo alla
macchina. La cosa più brutta della vicenda è che non sono solo gli
adulti ad esserne diventati schiavi, ma anche i giovanissimi, gli
adolescenti e perfino i bambini. I più piccoli vedono l'adulto
sempre intento a smanettare su quella “cosa” piatta e
rettangolare, acquisendo psicologicamente il comportamento come una
consuetudine naturale, anzi da imitare “perché la fanno i grandi”.
È quindi inutile lamentarsi se i più piccoli usano lo smartphone
quando sono gli adulti che indicano loro le direttive comportamentali
sbagliate. Si
noti bene: nessuno vuol togliere la facoltà di poter consultare
internet e continuare ad usare i social come se si fosse sullo
smartphone, ma lo si faccia seduti davanti al computer
tradizionale di almeno 15 pollici dove si possono vedere bene i
contenuti di ciò che ci passa davanti, potendo peraltro
commentare e/o replicare scrivendo su una tastiera più larga e
idonea a non commettere errori di battitura. Siamo sicuri che, se
tutti seguissero il nostro consiglio, ci sarebbero molti meno
incidenti stradali, meno morti e feriti. Quindi STOP al “SEMPRE
CONNESSO”. A tal proposito ci è piaciuto molto il post di Maila Ferranti, già Miss
Marche di qualche anno fa (1996), tornata all'Arena Barcaccia per la
finale del 1997 (foto di apertura archivio www.CASTING.TV.it LINK) in Giuria
con personaggi del calibro di Cesare Paciotti e Silvio Spaccesi,
purtroppo entrambi scomparsi (Spaccesi nel 2015 e Paciotti lo scorso anno LINK ). Pubblichiamo qui il contenuto del post: «Dobbiamo
togliere gli smartphone ai giovani: ve lo dico prima che sia troppo
tardi. Non
è la solita sparata da boomer. Non è paura della tecnologia. È
scienza. Lo sapevi che persone che hanno "costruito" i
social media non li fanno usare ai propri figli? Steve Jobs non dava
il tablet ai suoi. Bill Gates niente telefono prima dei 14 anni. I
dirigenti della Silicon Valley mandano i figli in scuole dove gli
schermi sono vietati. Ti cucinano un piatto che loro non mangerebbero
mai. E non è una scelta personale. È che sanno esattamente cosa
hanno costruito. Lo scroll infinito, i like che arrivano a caso, le
notifiche a ogni ora: sono meccanismi da slot machine progettati per
tenerti incollato il più a lungo possibile. Ogni secondo che scrolli
è fatturato. Tu non usi l'app. L'app usa te. In Cina i ragazzini
sotto i 14 anni possono scrollare i social al massimo 40 minuti al
giorno. Poi si spegne tutto. Le stesse aziende, fuori dalla Cina, non
mettono nessun limite. Intanto la scienza parla. Lo studio Barzilay,
pubblicato su Pediatrics a dicembre 2025, ha seguito oltre diecimila
ragazzi: chi riceve uno smartphone prima dei 12 anni ha il 31% in più
di rischio depressione e il 62% in più di insonnia. Più lo ricevi
presto, peggio stai. È la stessa storia del tabacco. Per
quarant'anni le aziende sapevano che il fumo causava il cancro. Cosa
facevano? Finanziavano studi, seminavano dubbi, ripetevano "non
ci sono prove sufficienti." E compravano tempo. Mentre la gente
moriva. L'Australia non ha aspettato. Ha vietato i social sotto i 16
anni. In un mese: quasi 5 milioni di account chiusi. Francia,
Danimarca, Inghilterra stanno seguendo. L'Italia discute. Tra
vent'anni guarderemo gli smartphone in mano ai bambini come oggi
guardiamo le sigarette in mano ai ragazzini degli anni '60. L'unica
domanda è quanti ne avremo persi, nel frattempo. Fatemi
usare questo social per qualcosa che va contro di esso .. lo faccio
proprio qui, nel social ma a 51 anni l’algoritmo mi fa un baffo. E
sono dalla parte dei giovani e dei bambini. E
a godersi la vita reale per mesi senza di lui, procura benessere!
Tanto
poi andrà scomparendo tra un po’ arriveranno i robot. Prendetevi
un Libro!»
Maila Ferranti* (in fotocopertina vestita di bianco a fianco di Cesare Paciotti - altri VIP presenti in foto: in prima fila banco giurati, l'Assessore al Turismo e Vice Sindaco pro tempore Prof. Servio Marzetti; in seconda fila VIP da sinistra destra: il Dott. Salvatore Mascaro Direttore ASL Civitanova e consorte, il Sindaco e Assessore alla Cultura pro tempore Dottor Erminio Marinelli e consorte Letizia). *Prof.
Maila Ferranti
già
Miss Marche. Docente Poliarte Accademia Belle Arti e Design di Ancona
con introduzione iniziale della Redazione CIVITANOVA News
sotto, rassegna stampa cartacea
collegata: siamo verso la seconda metà degli anni '90 (precisamente
nel Settembre del 1997) quando il digitale era ancora sconosciuto.
Sia la fotocopertina di apertura che la rassegna stampa è in formato
analogico (per intenderci le vecchie foto col rullino stampate su
pellicola o su giornali cartacei per lo più ancora in b/n e
scansionate per la pubblicazione in digitale). Nello stralcio si
vedono personalità del mondo culturale e della moda: il Dottor
Amedeo Recchi – giornalista fotoreporter autore del servizio,
intento a spiegare a Cesare Paciotti (membro della Giuria) e la sua
collaboratrice di fiducia Lina Pennesi, lo schema di valutazione
delle Miss partecipanti secondo la procedura della Redazione
Nazionale CASTING.TV.it . Il pezzo venne pubblicato anche sul
giornale locale “Città Nuova” in quel periodo diretto dal
giornalista dottor Vittorio De Seriis, attualmente medaglia d'oro
dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche e padre del celebre Avvocato
Civitanovese Giorgio De Seriis (con Studio in Corso Umberto I di
fianco alla sede ACLI e sopra l'ex Disco Story del Cav. Cenzino
Morresi – ora agenzia immobiliare).

Come spiegare alla “Generazione
Zeta” come era l'assetto mediatico analogico? Molto dura per i
Professori addetti alla docenza della Comunicazione (vedi SPOCRI
UniMC e altre simili come IULM Milano). Un esempio concreto lo si può comunque fare
invitando i giovani universitari a frequentare le vecchie e polverose
emeroteche, cioè le Biblioteche dei Giornali (cartacei ovviamente).
A Civitanova ne esiste una abbastanza fornita.

La buona notizia sulla editoria on
line di oggi è quella dei costi ridotti di distribuzione/consultazione e
della possibilità di correggere errori e/o strafalcioni clamorosi
come quello purtroppo ormai irrimediabilmente non cancellabile riportato
sotto. Siamo sicuri che l'errore cerchiato in rosso non sia attribuibile al
nostro Collega (collega volutamente con la “C” maiuscola) Prof.
Ennio Ercoli, autore del pezzo, del quale siamo certi sul fatto della
sua alta preparazione giornalistica e di scrittura. L'errore è
sicuramente attribuibile alla ormai obsoleta figura del linotipista
(una figura ormai totalmente scomparsa dallo scenario della
produzione editoriale dei quotidiani e dei periodici): magari nella
trascrizione del pezzo ha dimenticato, nella fretta, di controllare
la regolarità grammaticale.
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